2011年3月31日木曜日

La traduzione inizia da qui

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DISCLAIMER dal traduttore: Non so niente di medicina. 

Si prega di prendere tutti i dati medici cum grano salis.


1) Per le zone colpite. 


11 Marzo 14:46. Terremoto nell'Oceano Pacifico, Touhoku, Giappone nord-orientale.

A tutti coloro che sono nelle aree colpite e a tutti coloro che non sono in quelle zone, ma sono colpiti dal disastro in vari modi, a
uspico di cuore che si possa essere in grado di ripristinare la vostra vita quotidiana il più presto possibile.
E per chi è mancato, prego affinché riposi in pace, dal profondo del mio cuore.


C'è un motivo per cui ho deciso di ricominciare a scrivere in questo blog, che avevo temporaneamente lasciato incustodito per tanto tempo:

Il 15 marzo, un team di assistenza medica di emergenza è stato assemblato presso l'ospedale in cui lavoro.

Sono stata scelta dalla nostra unità di emergenza per far parte della prima squadra di soccorso nelle zone colpite, dal 16 al 23 marzo. Vorrei esprimere in qualche modo quello che ho visto, quello che ho sentito, e tutte le cose che non sono riuscita a fare.

Dal giorno del terremoto ho pensato a quale aiuto avrei potuto portare e a cosa avrei dovuto fare, vedendo la situazione che peggiorava sempre di più.

Ero sicura che avrei potuto fare qualcosa per aiutare chi era sopravvissuto, e quando ho sentito questa proposta ho pensato: "Ecco!"

Il giorno prima della partenza, ci hanno dato i documenti ed è stata fatta una riunione. Ci hanno detto che non c'era bisogno di portare il portafoglio e soldi, e che sarebbe stato difficile assicurare il sonno e i pasti a tutti. Le vittime avrebbero avuto la priorità.

Poi il capo degli infermieri ci ha detto:
"La situazione laggiù è oltre le vostre peggiori aspettative. Se qualcuno di voi ha delle prospettive ottimistiche, si prega di lasciare questo team da subito.
Promettete di non piangere perchè non andiamo per avere compassione di loro, andiamo per offrire cura e assistenza medica. Stanno soffrendo loro, non voi.”

Mi sento depressa.

Il capo ha chiamato un'infermiera del mio ospedale che ha l'abitudine di truccarsi molto e le ha detto:
"Non venire con il trucco."

Dopo che sono tornata a casa ho mandato delle e-mail agli amici per alleviare la mia ansia, ho detto loro che sarei andata nelle zone colpite dal terremoto.

Ho mangiato 2 tazze di noodle in brodo perchè probabilmente non potrò mangiare cibi caldi per un po’ di tempo.

Anche la casa dei miei genitori è stata danneggiata dal terremoto, volevo raggiungerli ma i treni non sono ancora stati ristabiliti, quindi non ci riuscirò.


Ho chiamato mia madre e le ho detto che sarei andata nelle zone colpite l'indomani, lei mi ha detto: "Noi stiamo tutti bene. Vai ad aiutare le persone che sono veramente in difficolta", mi ha dato coraggio.

Durante la notte non ho fatto altro che controllare i miei bagagli, in continuazione, e non sono riuscita a dormire tanto, pensando ai giorni che avrei dovuto affrontare.


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